Mary's profile.•**•.¸(¯`°•.°Mary... la...PhotosBlogLists Tools Help

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    9/16/2007

    credere di possedere il mondo con una moto

    Credere di possedere il mondo, quando il vento ti toglie il fiato, quando puoi respirare la velocità, e ti sembra quasi di poterla ingoiare… quando ti stringi forte forte a chi ti sta davanti.. quando  tieni gli occhi aperti e assapori il mondo che ti scorre davanti a velocità supersonica.. quando senti il casco andare all’indietro sopra la tua testa spinto dal vento, quando senti vibrare la moto sotto i piedi e sotto il sedere.. quando i tuoi capelli volano in tutte le direzioni e all’improvviso chiudi gli occhi.. affondi le dita nella maglia di chi ti sta davanti e senti il vento che ti sferza il viso.. quando ti sembra di poter respirare un pezzo di Dio.. e cominci a gridare, prima piano, poi sempre più forte.. e quando trovi una strada bella dritta e acceleri più che puoi, senti le farfalle nello stomaco, un sorriso incontrollabile che si fa strada sulle tue labbra.. un sorriso da abbagliare il mondo.. poi capita che in discesa, nella corsa furiosa, i vostri sederi si spostino più in avanti, e all’improvviso chi guida si ferma e ti fa : “fatti più indietro che mi stai schiattando le palle”.. e allora ripartite e continuate a correre senza meta e senza tempo.. con il mondo che fugge al vostro passaggio.. gli alberi si fanno sempre più piccoli dietro di voi.. sfidi il mondo, sfidi la strada.. e poi quando scendi, togli il casco ancora tutta eccitata, e senti l’adrenalina nelle tue mani, senti il sudore ghiacciato sopra di esse, e pensi che vuoi rifarlo, subito! Negli occhi il fuoco, sulle labbra un sorriso pazzo, nelle mani sete di potere.. è come una droga, non puoi più farne a meno.. sembra che ti chiami.. e già senti il rombo del motore nelle orecchie e puoi sentire il profumo del mondo nelle narici, lo desideri, tutto per te.. 

    9/10/2007

    dall'aereo

    Mary si trovava sull’aereo di ritorno verso la Francia, non sapeva che ora fosse, i cell dovevano starsene buoni buoni spenti nelle borse, poi tanto il suo era morto da due settimane, in ogni caso le sembrava di viaggiare da una vita.. aveva voglia di piangere per la prima volta da una decina di giorni.. non credeva che avrebbe potuto affezionarsi così tanto a tutto.. perfino alla mensa che propinava cose immangiabili (ricordava una pasta tutta moscia e annacquata).. alla Hall con il piano (dove avevano applaudito Nikko un sacco di volte, e ascoltato Mitchell che rapito dalla musica di Nikko, quasi in estasi cantava a squarciagola e senza ritegno), il salottino, la sedia lunga sotto la finestra dove si era addormentata sulle gambe di Ale, il tavolo dove avevano mangiato la pasta preparata da Pisci e Mari; all’ascensore moscissimo che aveva finalmente imparato a prendere da sola senza paura .. ai treni-freezer.. a Andrew la guida pazza.. a Mitchell che le diceva che aveva una bella voce ma le rompeva le scatole in continuazione perché non sapeva cucinare, ai francesi, ai taiwanesi e soprattutto ai suoi compagni di viaggio..

    Chiuse gli occhi per un istante, pensò a tutte le scemenze che aveva fatto in quelle due bellissime settimane.. le venne in mente quando Ale le tirava addosso le mutande di Pisci che aveva appena tirato fuori dalla lavatrice e che profumavano di pioggia d’estate (boh) anche se obbiettivamente erano un po’ ingiallite (hahuahahah); pensò a quando erano andati sulla bici a 6, e avevano gridato come dei pazzi, nonostante Mary avesse un po’ di febbre e un mal di gola da vomitare le tonsille.. pensò a quando faceva la scema sulle scale mobili dietro a Ale; o quando passavano per quelle porte che giravano e immancabilmente restava bloccata; a  quando si era docciata nel bagno dei maschi perché quello delle femmine faceva un po’ cagare (scusate).. le venne in mente quando Mari le aveva prestato una maglia bellissima per la festa da abbinare alla gonna coi fiori, Mary si era seduta  sul bancone della hall, mentre Peppe e Nikko intonavano l’inno d’Italia ruttato, Albert la guardava da lontano, Ale all’improvviso l’aveva tirata giù dal bancone e le aveva messo il ventilatore enorme quadrato sotto la gonna che si apriva in morbidi svolazzi; le venne in mente quando si era addormentata accanto ad Ale che stava a torso nudo e sapeva di mare (di che sa il mare?), con il solito CD nelle orecchie; le venne in mente quando ballava con Andrew per le stradine di little Italy, o quando si erano abbracciati nella Hall, o quando lui faceva il cretino con la gomma da masticare (hahah che schifo auhuahua), o quando leggeva i numeri del Bingo e alla fine lanciava le cose per aria, o quando mary si era unita all’abbraccio di gruppo.. pensò a quando alla festa Mary gli metteva i tappi in testa e scappava.. pensò a quei tipi degli abbracci gratis (free hugs) vestiti mezzi dark che le sorridevano con le braccia aperte e che lei aveva abbracciato durante un bisogno di affetto.. le venne in mente quando Mitchell cantava “help me, help me, help me said”.. poi quando mangiavano l’aragosta e Mary si succhiava le zampette con la vecchia che non capiva un cazzo di quello che le diceva Mitch, il quale intanto assicurava Mary, quasi leccandosi i baffi, che le zampette erano la parte migliore.. le venne in mente quando avevano preso quelle bibite strane colorate e Peppe si era fatto la lingua e i denti tutti blu, come quando aveva chupachupato il chupachups celeste; pensò a quando aveva lanciato le chiavi ad Ale nel corridoio e lui la mattina la veniva a svegliare, o col solletico o con modi più brutali (hihih).. pensò alla palestra, quando avevano giocato a pallavolo nel campo di squash, quando aveva applaudito con Mari i tuffi a capriola di Ale, quando Pisci e Mitch le stavano insegnando a centrare il canestro di basket ed erano arrivati Pierre e Thomas che avevano cominciato a giocare con lei, finquando non era dovuta scappare con Ale e Mari al Supermarket ( :p ).. pensava a quel povero Thomas che una volta le aveva ceduto il posto in treno, ed era rimasto appoggiato a una di quelle porte che dividono i vari vagoni, o quando facevano i cretini con le gambe e Ashlee li prendeva in giro.. pensava a quando Pierre le aveva coperto gli occhi e lei dopo avergli toccato le mani nella speranza di indovinare aveva detto “chi è?” e lui aveva capito “Pierre?” ed era rimasto senza parole (muhua).. pensò al francese che dava le panzate in acqua (rise ahuhauaha).. pensò a Mike (the trappan) che le aveva insegnato il kriket  e aveva cercato senza risultati di insegnarle il baseball.. pensò a Thomas che le lanciava le palline mosce addosso e poi si nascondeva, o quando le faceva il solletico.. con soddisfazione ricordò quando aveva battuto Thom e Ale a bowling e quando la incitavano (hauhahaha)… cavolo.. tutto questo era finito.. se ne rendeva conto forse per la primissima volta.. le sarebbero mancate anche le chiacchierate oscene a pranzo (Ale che innervosito dai Taiwanesi che si sospettava volessero incu*arlo gridava “lo voglio lungo, duro e pieno di vene” ahahahahaha; oppure Nikko che faceva “ingroppati una capra” con una voce tipo “vengo da madre russia”; i rutti in pubblico hahaha; i ricordi nell’aeroporto haihaiahiahuahuhah; le fantasie sui negroni hauauh).. le sarebbe mancato perfino sporcarsi di cioccolata quando Ale le infilava in bocca un pezzo di cialda grosso come una casa.. smise di pensare.. le arrivò la voce di un hostess che parlava come Thomas.. gli occhi le si riempirono di lacrime di nuovo.. porca fava! basta! Vaffanculo! Eppure bastava pochissimo per tornare a sorridere.. pensava a una qualsiasi scemenza di quelle due settimane e le esplodeva di nuovo un sorrisone a mille denti.. pensava a quando Ale e Peppe si erano arrampicati sull’albero del campus come bradipi-scimmia.. pensava a quando si era tenuta sul  braccio di Peppe durante il viaggio d’andata perché aveva paura.. pensava a quando si era fatta spiegare da Thom perché indossavano tutti le mascherine come i medici.. ad Ale che insegnava AICIKICIAICIKICIAIPOPOF e il gioco del gatto e del topo e si stavano pisciando tutti sotto dalle risate.. pensava a quando si era scervellata con Mari per fare il puzzle enorme.. pensava a Nikko che imitava Ale che imitava la vecchia (teenager hahhauhuaah) che dormiva con la bocca aperta haha..  pensava all’oceano freddissimo, alle statue di sabbia di Jack Sparrow & CO..  pensava  a quando Peppe la portava sulla spalle nel museo, o quando faceva i cerchietti col fumo della sigaretta.. pensava a quando faceva l’onda con Ale che terminava con un brutto gesto.. pensava a Carrie, com’era carina con quei capelli biondi e gli occhi azzurri, e poi il suo modo di parlare; poi pensava a Cathy, carina (peli dappertutto brrr); alle scenette con Ale e Gabry, ad Ale che si toglieva le scarpe e Gabry che fuggiva spaventato hahah; a quando Cathy li aveva praticam costretti a fare yoga, ma Mary rideva perché in quel silenzio tombale Gabry aveva qualcosa nel naso e soffiava come un fischietto hhihi, o quando avevano dovuto costruire un building di carta.. pensava a quando facevano l’autoscontro con le sedioline con le rotelle.. a quando erano andati al concerto di quello che faceva tutto con la bocca.. pensava a Nikko e Ale che si erano bagnati alla fontana.. pensava allo shopping insieme a Mari; alle ciglia finte e alla brutta fine cha avevano fatto XD.. pensava a quando aveva vinto a Bingo (che culo!); a Andrew che azzeccava gli adesivi sulla schiena di Nikko e faceva lo scemo col cappello, a quando Nikko aveva fatto la lavatrice al cell.. pensava a quando avevano fatto finta che Mary era la mamma di Ale e lui doveva presentargli la nuova girlfriend (grgr XD).. a quando lei credeva che avrebbe potuto essere presidente della Francia, e poi era stata parte della commissione di Harvard.. a quando pagavano le multe per i ritardi e una volta erano partiti tutti senza il loro gruppetto.. a quando Mitch aveva dato a 5 ragazzini con gli occhi a forma di dollaro un milione di dollari..falso..XD!  a quando erano andati a mangiarsi una steak alla steakhouse, guardati dai mucconi imbalsamati che ornavano la macabra parete.. pensava alla fontanella dove c’erano due fidanzati che si abbracciavano nell’acqua, e i bambini che davano leggiadre panzate quasi a terra.. ai romani volgari che dicevano: Aò nun me fate rode er culo appena so entrata che già me stanno a girà..; al trappano con la cintura di mucca.. a quando aveva tentato di arrampicarsi su un muro aiutata da Ale.. a quando erano scappati dal poliziotto.. a quando si era fatta una foto sulla moto della polizia.. a quando Ale aveva fatto spiaccicare un biscotto al cioccolato contro il muro perché ci aveva giocato a baseball.. all’invasione delle formiche.. a quando Mari aveva dovuto mettere le mani in testa alla vecchia che non si lavava i capelli da una vita.. era stato tutto bellissimo.. il pensiero di perdere tutta quella libertà e i contatti un po’ con tutti le fece risalire le lacrime.. decise di smettere di pensare.. ma le immagini di quel bellissimo viaggio le scorrevano sempre davanti a quegli occhi lucidi e gonfi.. Mary si vedeva nel riflesso dello schermino  e vedeva quanto era impresentabile.. per smettere di guardarsi accese la tv, mise le cuffiette (per farlo ci mise un quarto d’ora) e scelse spiderman3, ma invece di guardare il film, Mary continuava a scrivere, con quell’angoscia dentro.. pensava.. 7 ore di viaggio e non  avrebbe fatto altro che pensare.. non sapeva se aveva voglia di tornare a casa, non sapeva se aveva voglia di tornare alla solita monotonia cretina di capacapalandia.. Aveva paura di dimenticare tutto, i sorrisi che riceveva e ricambiava ogni giorno, aveva paura che i suoi nuovi amici diventassero conoscenti alla cazzo-di-cane.. pensava che ormai non importava più nulla perché tanto era tutto finito, non avrebbe più preso sonno addosso a qualcuno, non avrebbe più dovuto ricordarsi di tenere le chiavi al sicuro.. non avrebbe più tenuto il collarino a QUALCUNO che rincorreva scoiattoli per scuoiarli e appenderli in camera (hahuhaauhaihai), forse era veramente finito tutto.. e Mary si sentiva una cretina per non aver abbattuto il muro fin dall’inizio..

    (sicura che nessuno arriverà alla fine di quello che ho scritto, voglio mandare un bacio a tutti quelli che hanno contribuito a rendere questa vacanza speciale, a tutti quelli per cui ho versato almeno una lacrima, a Pisci –il mio papino- , a Marieli -la mia sorellina- ad Ale, Nikko e Peppe –i miei fratelloni- e a quelli che mi hanno aspettata qui e che, nonostante io sia cambiata, continuano a volermi bene come prima, soprattutto Giorgio, Maddy, Rosy, Ale, Gianna, il coro, Francy e tutti gli altri insomma.. e alla fine voglio dare un bacio anche a me stessa, perché mi sono divertita e perché voglio bene a tutti.. SMU@@@@@@@@K!!!!) 

    ritorno :(

    13 agosto 2007  Ritorno

    Ore 11.30 i francesi qui avanti giocano a pallone mezzi spogliati, la vecchia si è persa chissà dove, gli altri sono sopra e finiscono di preparare tutto. Ale e Peppe si arrampicano sull’albero. Io sto qui, su una panchina, sotto il sole.. Non voglio partire.. mi si stringe lo stomaco in una maniera orribile se penso che tra un ora e mezza sarà tutto finito.. è strano come si cambia.. basta veramente pochissimo.. è strano come un posto che non avevo mai visto neanche in foto  sia diventato casa mia in così poco tempo.. è strano come la stanza 43A sia diventata la MIA stanza.. è strano come i francesi e i miei compagni siano diventati la mia famiglia.. è strano come vorrei abbracciare tutti, tutti insieme e tenerteli tutti tutti stretti.. è strano vedere persone di paesi diversi che giocano e si divertono insieme, è strano essere una di queste persone.. è strano non aver voglia di tornare a casa..

    partenza

    29 luglio 2007      PARTENZA per BOSTOOOOOON

    ore 07.00 SVEGLIAAAAA!!!! Mary era scesa come una zombie ubriaca dal letto a castello, da come barcollava sembrava fosse stata appena pestata da una squadra di gorilla, o piuttosto sembrava appena ritornata da un rapimento alieno.. non si era nemmeno svegliata per bene che già stava riprendendo a piangere.. si sentiva tremendamente cretina: stava per partire per Boston, per vivere libera per ben 2 settimane, e lei piangeva…  si ricompose il più che poteva, mise il lucchetto alla valigia, si vestì, inforcò il cappellino da cowgirl ed entrò in macchina.. pensava e ripensava alle cose che aveva messo in valigia, avrebbe voluto portarsi qualcuno in quella cosa enorme, infatti il giorno prima ci si era infilata lei (la sorella aveva tentato di chiuderla lì dentro, avrebbe voluto farla sparire per sempre, peccato che non era riuscita a chiudere completamente la cerniera per colpa della folta chioma stranamente riccioluta di Mary).

    Al porto non pensava più a nulla, aveva la testa completamente vuota, se qualcuno gliel’avesse sbattuta un po’ di qua e di là avrebbe potuto sentire il cervellino ridotto a una nocciolina sbatacchiarle dentro. Voleva solo che Pesce e tutti gli altri (Alessandro, Giuseppe, Marieli e Niccolò) si sbrigassero a portare i loro sederoni lì alla biglietteria.. finalmente arrivarono tutti.. Mary sentiva gli occhi bruciarle di nuovo, così si ripeteva “vaffanculo!” mentre cercava di sorridere a tutti quelli che la salutavano.. non voleva mettere piede su quello stupido aliscafo che l’avrebbe allontanata da tutto.. e intanto continuava a sorridere in un modo orribile trattenendo quelle stupide lacrime. 

    Nonostante tutto salirono sull’aliscafo, salivano in fila, spingendo i loro gravosi bagagli (Mary avrebbe voluto avere con sé solo un piccolo fagottino come quello di Calimero), di rado lanciavano qualche occhiata obliqua dietro di loro verso genitori, fratelli e amici.. trovarono posto al piano di sotto, parlarono, trovarono “supposta” sul dizionario (suppostory) e in un attimo si trovarono a Napoli.

    Mary non riusciva proprio a controllare la sua valigia che sembrava posseduta da chissà che spirito orrendo che la faceva sbandare in continuazione.. mosso a compassione da quella scena pietosa, Ale si offrì di farle portare la sua valigia, molto più addomesticata, in cambio di quella cosa piena di rotelle che non ne voleva sapere proprio di andare dritta. Si barcamenarono per Napoli in cerca della fermata dell’alibus.. chiesero informazioni (cioè mandarono Nikko a farlo), e infine sotto gli occhi di un giornalista arrivarono alla fermata cocente, deserta e un po’ puzzolente. Si sedettero su uno scalino controllando bene che non ci fossero strane sorpresine e bevvero, arrivò il giornalista, con la faccia tipo avvoltoio che si avventa su un coniglio morto, che disse di essere del Mattino e che cominciò a riempirli di domande e a fare foto. Il giornalista, apparecchiato con una macchina fotografica che date le dimensioni avrebbe potuto essere un telescopio, si avvicinò a Mary pregandola di bere di nuovo.. (comm)

    Salirono sull’alibus e Mary dovette allacciarsi le scarpe (la solita).. arrivarono all’aeroporto e Mary si divertì un sacco a fare la bambina scema sul carrello dei bagagli spinto da Ale. Dopo aver fatto imballare le valigie con una sorta di pellicola rossa per niente carina, e averle fatte passare sul nastro, salirono da Burger King dove mangiarono l’inimmaginabile.

    Dopo un po’ scesero e si infiltrarono furtivi a metà di una coda lunghissima, dopo essersi sorbiti la cazziatona di una tipa con le tette enormi che li chiamava maleducati solo perché non volevano fare la fila come tutti loro, d’altra parte non potevano mischiarsi alla rozza plebaglia, così ignorarono la tipa con gli airbag, esibirono i passaporti, passarono sotto il metaldetector e salirono sull’aereo  sul quale Mary discusse un po’ di moto con Peppe, poi prese il quaderno e cominciò a scrivere di tutto ciò che le passava per la testa, il tempo le sfuggiva di mano, sembrava entrata nell’ottavo giorno..

    Scesero a Parigi, pioveva, furono traghettati da personale frenetico e nervoso all’interno dell’aeroporto.. mangiarono un muffin al caramello e girarono un po’ al largo dalla vecchia che viaggiava con loro, la Rosharia.

    Salirono sull’aereo enorme per Boston, era veramente grandissimo, i posti  della combriccola di Mary erano tutti sparpagliati e… che schifosissima schifezza! Mary era capitata in mezzo a due vecchi rattusi: quello a destra  aveva delle sopracciglia lunghissime, sembravano quasi capelli e rascava e sputava, l’altro con lo sguardo da maniaco e una barba da far arrossire babbo natale le guardava il culo! Ale si era spostato vicino a Nikko, e Mary li guardava disperata, pregandoli di trovarle un posticino, non perfetto ma almeno decente.. infine la ragazza vicino a Nikko, o piuttosto l’angelo vicino a Nikko, le cedette il posto, così Mary si sedette tra Ale e Nikko che la fecero ridere tutto il tempo per tante cose, per tante scemenze.. poi piano piano si addormentarono tutti e 3.. mentre alla TV davano un documentario osceno sui porcospini.. la testa di Mary ciondolava pericolosamente da un lato all’altro, finchè trovò asilo sulla spalla di un Ale addormentato. Si svegliarono un po’ più tardi quando Nikko buttò all’aria la fanta rovesciandosela tutta addosso.. così giocarono con la mascherina per dormire tipo quella di pulcinella, risero di Frank, l’entità sconosciuta che aveva preso vita sotto la cintura di sicurezza di Nikko, e alla fine andarono a rompere un po’ le scatole a Pesce che faceva finta di dormire e che aveva appena finito un atto di cannibalismo..(mangiare del pesce - - ok ok non faceva ridere, balle di fieno.. fuuu fuuu ).

    Era bello da lì sopra.. si era fatto tutto buio.. sotto le nuvole c’erano delle luci.. una rossa enorme e poi quelle piccoline della città.. era rassicurante sapere che non stavano più attraversando l’oceano.. e allo stesso tempo era emozionante il pensiero di averlo attraversato. La voce francese annunciò l’atterraggio, tutti si allacciarono furiosamente le cinture di sicurezza, a Nikko dovette stare molto attento a non uccidere il povero Frank..

    Così atterrarono.. Mary, dopo aver risposto alle domande di un poliziotto che le chiedeva con un gran sorriso che ci faceva in America e se era una spia di Bin Laden, si precipitò al bagno, non faceva pipì dalla mattina e quasi si era dimenticata come era fatto un bagno.. Ale intanto venne fermato con la valigia di una Mary che si sentiva tremendamente in colpa.. videro un tipo riccioluto (tipo caparezza ma biondo) e al ritorno di Ale lo seguirono fino a un pulmino al cui interno c’era il condizionatore che pisciava in testa a Mary (Blaeh).. si stavano abbuccando tutti dal sonno lì dentro, gli unici più vitali forse erano i due francesini che si erano uniti a noi.. arrivarono al college con gli occhi quasi chiusi, salutarono un tipo grassoccio che poi scoprirono che si chiamava Mitchell, e salirono al quarto piano, spingendo ancora quelle valigione che sembrava ingrassassero a vista d’occhio. Mary nonostante il sonno si docciò, sistemò i vestiti nei cassetti dopo aver scelto con Mari cassetti e armadio.. si mise a letto con un CD nelle orecchie e verso le 4 e qualcosa bostoniane, (le 10 del mattino italiane) si addormentò con lo stomaco che tuonava per la fame. Quell’interminabile giornata era appena terminata..

    pasquetta in ritardo, ma ormai l'avevo scritto XD

    Pasquetta 2007 (Ery, Paolo & Giorgia, Maddy, Anna-pissy & Benny, Ale, Vale, Mariano, Mons, Simone & Roberta,  Valentina & Luigi, Gerardo & girl, Guglielmo, Dario, Leo, Gianna, Maria, Resty, Marty, Paolo, Cristy, Giorgio & io -spero di non aver dimenticato nessuno con la capa di brodo che mi ritrovo)

    L’orrida sveglia stava tuonando già da un minuto, non riuscivo a capire se fosse un rumore reale o appartenesse ai miei sogni irrequieti di quella notte.. quando fui abbastanza sveglia da cominciare a ragionare, i miei deliziosi neuronini si stiracchiarono ben benino e inforcati gli occhiali si tirarono su le maniche per aiutarmi ad aprire gli occhietti ancora rossi e gonfi di sonno.. avevo bisogno dei miei amici, non ci pensai 2 volte, scivolai lungo il corridoio con il pigiama tirato su fin le ginocchia e i calzettoni con i colori d’arcobaleno in bella vista, mi sentivo un po’ sborona quella mattina, mamma non c’era e nemmeno papà, così mi sentivo un po’ la supergirl di casa, anche se poi non avevo fatto un bel niente.. durante la loro assenza non posso dire esattamente di essermi data alla pazza gioia, ma quasi…ghgh..

    Nonostante avessi ancora molto sonno quella mattina, invocai l’aiuto di Speedy Gonzales che, buonanima, mi scuotesse dal torpore notturno.. riuscii a fare tutte le operazioni mattutine in un bagno con la luce soffusa, in un’atmosfera intima e silenziosa, in 10 minuti (record per una che di solito ci mette mezz’ora).. e la cosa più bella era che 2 miei fratelli erano fuori gioco perché in gita, e gli altri due se la dormivano alla grande.. per questo avevo il bagno tutto per me.. nessuno con urgenti problemi fisiologici.. nessuno a cui consigliare l’uso di pannolini o cateterini.. pace.. silenzio…

    Scesa lemme lemme dalla montagna appesa sperduta sulla quale abito ho riconosciuto immediatamente qual era la mia combriccola, nonostante il sole mi accecasse e vi fossero più gruppetti intenti agli ultimi preparativi per trascorrere una pasquetta fuori dal comune.. ci raggruppammo, serrammo i ranghi, decidemmo rapidamente sul da farsi come una squadra di football durante un time-out.. tutto era pronto, salsicce, stereo, chitarra, acqua, buste varie e.. macchine.. ghgh.. adoro le automobili.. muhua trema o mondo che l’anno prossimo Mary sarà più pericolosa che mai per le strade dell’isola.. dell’Italia.. dell’Europa.. del mondo intero ..muhuahuah (risata malefica).. riprendendo il discordo interrotto dalle mie fantasie sulle automobili e il dominio del mondo con mignolo e col prof, ci dividemmo nelle diverse autovetture (mio Dio che parole) e partimmo per l’avventura sui frassitielli (mi viene sempre da dire fescennini..). Il viaggio in macchina non fu niente di emozionante, a parte quelle curve  pericolose prese alla Schumaker (stavo per vomitare alla grande); scesa dalla macchina posseduta tutta sudata raggiunsi quello che Mons chiama il mio consorte.. e dopo esserci tutti riuniti cominciammo realmente la nostra pasquetta.. la partenza previde un primo tratto su un sentiero coperto di bianca polvere.. poi la stradina si fece sempre più sconnessa.. salite.. discese.. ricordini.. e per segnare la metà del nostro percorso:.. la SCACATIO VOBIS: un enorme agglomerato di cacche di cavallo dall’odorino penetrante che avrebbe fatto resuscitare un morto.. no, forse avrebbe fatto morire un vivo.. dopo aver ammirato quell’incantevole spettacolo prodotto dal sederino di un quadrupede (mons supponeva di un ciuccio) riprendemmo il sentiero cosparso di sassi.. finchè come disse Giorgio, geografo per un minuto, ci ritrovammo nella rinomata terra dei finocchi.. al che Benito si sentì chiamato in causa e chiamava tutti gli altri checche.. la via si faceva sempre più sconnessa, e Giorgio poverino che portava il coso per arrostirci le salsicce sopra e che probabilmente pesava un accidenti (aveva le mani piene di succulente vene gonfie –mi sento un vampiro-) si preoccupava sempre che io non cadessi..  si facevano tutti in quattro, dal mio canto se riuscivo a tenermi ben salda coi piedi a terra già facevo molto (wa 00.00- qualcuno mi pensa ghgh).. sostammo qualche minuto in una radura ma data l’alta popolazione di questo tratto preferimmo continuare il nostro cammino.. arrivammo in un punto abbastanza isolato, quasi sperduto, gli alberi facevano ombra dappertutto e faceva anche un po’ freddo.. 27 bocche fumanti si avvicinarono curiose a una specie di chiesetta, con una croce sull’entrata e una scritta sinistra in alto.. la mente della metà dei possessori di queste 27 bocche fumanti cominciava ad elaborare fantasiose teorie su questa piccola grotta con una croce sull’ingresso.. qualcuno sdrammatizzò dicendo che forse era il bagno sacro dell’uomo delle nevi..

    Riprendemmo il viaggio ma ci trovammo fermi nuovamente e mandammo un esploratore per testare il sentiero.. si accodarono pian piano altri 2 esploratori coraggiosi che dopo un po’ furono di ritorno.. “è sempre uguale per un bel tratto.. meglio se continuiamo insieme”, così riprendemmo i nostri numerosi e gravosi bagagli e camminammo e camminammo.. sembrava non dovessimo arrivare mai finchè gli occhi di tutti brillarono, l’erba e il muschio erano ancora bagnati ma si respirava una bell’aria, così facemmo nostro questo pezzo di bosco e ci accampammo.. i teli furono stesi, le forti braccia dei maschi del gruppo prepararono un buon posto dove arrostire le salsicce e cominciarono l’operazione cottura, le ragazze andarono in esplorazione.. quando le pance furono piene e i piedini un po’ stanchi per il continuo camminare, i loro possessori si stesero sui teli, si sedettero sulle pietre, camminarono sugli alberi (benny), cantarono, scherzarono, giocarono anche a palla.. insomma stettero bene per un intero pomeriggio.. finchè, quando ormai quella bella giornata primaverile volse al termine, raccolsero cartacce, buste, tovaglioli e il resto, spensero il fuoco, e si avviarono lungo il sentiero che conduceva nuovamente al punto di partenza.. incontrarono di nuovo il sacro bagno dell’uomo delle nevi, di nuovo la scacatio vobis, stavolta più calpestata e puzzosa che mai, il sentiero coperto di polvere.. e infine le macchine furono all’orizzonte, i ragazzi vennero smistati in base alla loro stazza (che parola) e si salutarono tutti.. quando calpestai di nuovo il suolo testaccese, e le mie narici si riempirono nuovamente dell’odore di casa, sorrisi al mondo circostante e qualcuno si scostò credendomi ubriaca..

                                                                                               Mary

    2/24/2007

    amazed

     

    Everytime our eyes meet

    This feeling inside me

    Is almost more than I can take

    Baby when you touch me

    I can feel how much you love me

    And it just blows me away

     I've never been this close to anyone or anything

    I can hear your thoughts I can see your dreams

     I don't know how you do what you do

    I'm so in love with you,

     it just keeps getting better

    I wanna spend the rest of my life

    with you by my side Forever and ever

     Every little thing that you do

     Baby I'm amazed by you

    The smell of your skin

    The taste of your kiss

    The way you whisper in the dark

    Your hair all around me,

    baby you surround me

     You touch everyplace in my heart

    Oh, it feels like the first time everytime

     I wanna spend the whole night in your eyes

    I don't know how you do what you do

    I'm so in love with you,

     it just keeps getting better

     I wanna spend the rest of my life

    with you by my side Forever and ever

     Every little thing that you do

    Baby I'm amazed by you

    Every little thing that you do

     I'm so in love with you

    It just keeps getting better

     I wanna spend the rest of my life

    with you by my side Forever and ever

    Every little thing that you do

     Oh, every little thing that you do

    Baby I'm amazed by you

    2/21/2007

    una serata triste

    Vagava per quella casa tetra come un fantasma in un castello dimenticato dal mondo. Un fantasma in pigiama e pantofole. Non aveva bisogno di accendere la luce perché i lampi illuminavano il suo viso della loro pallida luce. La pioggia sferzava i vetri delle finestre e rendeva l atmosfera ancor più tetra. Qualcosa di oscuro si muoveva quella notte. E mary nelle vesti di fantasma continuava a vagare per quella sinistra pallida casa addormentata, in cui nessun altro rumore che quello dei tuoni che rombavano forti, e della pioggia che frustava sempre più violenta su tutte le cose. Le saette dei lampi si riflettevano nei suoi occhi come in uno specchio. Occhi castani quasi spenti e vuoti. Il tuono scosse violentemente porte e finestre, il lampadario oscillò. La luce penetrò attraverso le tende. Il cuore del fantasma accelerò di poco il suo lento pompare gelido sangue nelle sue candide membra ossute e spigolose, ma senza scalfire l espressione di quel volto freddo. I fantasmi non sono soliti dormire, così mary non dormiva e vagava senza meta, e vagava e non dormiva

    1/16/2007

    ....

    Si trovava sola in una minuscola chiesa. Si era accoccolata in un angolo vicino alla porta per sentire i rumori della strada e non sentirsi così sola. Aveva freddo. Poteva vedere il fumo uscire dalle sue labbra ad ogni respiro. Scoprì che quando il sole smetteva di filtrare attraverso le vetrate colorate della chiesetta la paura cresceva. Il buio cominciava ad avvolgerla stringendole un nodo alla gola e la lucina rossa del tabernacolo la metteva a disagio. D’un tratto le campane arrugginite della vecchia chiesa cominciarono a suonare sinistre nelle orecchie della piccola fuggiasca concentrata sul libro di storia che aveva poggiato sulle gambe accavallate. Quel suono assordante era comparso senza preavviso e il cuore della già impaurita fuorilegge cominciò a martellarle nel petto frantumandosi contro le costole. Ne riprese piano piano il controllo e le arrivò una chiamata dal suo ragazzo. Aveva tanta voglia di sentire la sua voce, soprattutto dopo il sogno della notte precedente che l’aveva fatta svegliare con le lacrime agli occhi. Rispose. Il cuore cominciò di nuovo a battere velocemente nel suo petto: all altro capo del telefono c’era il suo tesoro, c’era colui che più di tutti sapeva farla sorridere. E così si salutarono ed ella sorrise per la prima volta dopo tanto tempo. Lui la rasserenava anche senza dirle niente. Il cuore si era calmato. Lei se lo immaginava con la barba sexy di due giorni. Ma dovevano studiare entrambi. Lei lo sapeva: doveva lasciarlo studiare e doveva studiare a sua volta. Così dopo averlo salutato con gli occhi da bambi pur sapendo che lui non avrebbe mai potuto vederli in quel momento, la giovane innamorata infreddolita non aveva più tanta paura. Aprì il libro a pagina 10, stavolta più distesa pensando al suo dolce amore che l’aveva fatta sorridere….