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7/13/2008 stupendamente suoiC’erano solo lei e la luna quella notte, nessun altro, solo lei e quella accecante luna bianca che trionfava lassù, sopra il mare, le barche, e quelle bizzarre luci che provenivano da una lontana discoteca. Si spogliò lentamente, e con passo deciso si avvicinò all’acqua, aveva la pelle d’oca e si strinse nelle spalle il più che poteva. Adorava essere l’unico puntino mobile sulla spiaggia a quell’ora, adorava sentire la sabbia ancora tiepida sotto i piedi. Si passò una mano fra i capelli sciolti, lisci e neri, esaminò l’acqua con attenzione e la trovò splendida. Si alzò il vento all’improvviso, senza alcun preavviso in quella notte estiva, così assurdamente calma. Le fece volare i capelli davanti agli occhi, poi glieli portò indietro, e splendida come una sirena entrò nell’acqua. Si bagnò dapprima fino alle ginocchia, era caldo, e freddo nello stesso tempo. Poi continuò a camminare, e l’acqua cominciò ad inondarle il corpo fino alle cosce, poi le accarezzò il fondoschiena e infine scivolò su per la sua schiena. Era una sensazione stupenda, la più stupendamente agghiacciante che l’avesse attraversata (almeno in quella giornata). Si guardò intorno, dando le spalle all’orizzonte, e vide migliaia di luci, così tante da farle girare la testa, alzò gli occhi al cielo, e vide miliardi di stelle starsene lì a guardarla, erano lì, e le puntavano gli occhi addosso, e accendevano la sua pelle di mille bellissime luci bianche. Fece un giro su se stessa, adesso guardava l’orizzonte, si sentì di scoppiare così piena di quella meravigliosa sensazione che qualcuno chiama felicità. Una felicità al lampone, pensò. Una felicità che adesso le stava passeggiando addosso con prepotenza, la avviluppava, le pulsava nelle vene, era bellissima, ed era al lampone. Un dolore lancinante le colpì la pancia ma non ci fece caso, tutte quelle luci, il gelo su per la schiena, la musica lontana, tutto le faceva sembrare il mondo stupendo. Troppe cose le sembravano stupende quella sera, stupidamente stupende, come se fossero state lì davanti ai suoi occhi per la prima volta. Fece qualche passo nell’acqua, diventava sempre più calda, come se fosse l’immenso calore del suo corpo a rendere tutto meravigliosamente caldo quella sera, come se un pezzetto di lei stesse riscaldando il mondo là fuori. Pensava. Ascoltava il rumore dell’acqua che si muoveva ad ogni suo passo. Era semplicemente meraviglioso, pensava. Mille ricordi stupendamente stampati nei suoi occhi la fecero sorridere, un sorriso accecante, un sorriso da far innamorare la luna. Pensava. Spalle roventi sotto il sole, abbracci tiepidi sotto le stelle, baci desiderati, frasi sussurrate fra morbidi capelli verdi (no, BLU), mani che la accarezzavano, scivolavano leggere lungo la sua schiena, mani che le accarezzavano il viso nella notte, e si insinuavano delicate sul suo collo, le mani più belle del mondo.. erano bei ricordi, ed erano tutti suoi. Nessuno glieli poteva togliere, erano suoi. E lei adorava che quei ricordi fossero stupendamente suoi. |
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