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12/20/2008 C.P.“ la felicità mi penetra nelle ossa, si arrampica su per il mio corpo.. non so dire con esattezza se si tratti di vera felicità, o di una semplice sensazione piacevole priva di definizione, fatto sta che stasera sto bene. Sto bene non solo perché sono davanti a una bella tazza di cioccolata calda, ma anche perché John ha reso la mia vita bellissima. Chi l’avrebbe mai detto che alla fine anche la piccola Ally avrebbe trovato la persona giusta.. giusta. Chissà poi che significherà mai “giusta”. Forse quando si dice “giusta” si pensa a una persona sempre fedele, che non si lascia tentare nemmeno da Venere, perché la sua Venere sei tu. Si pensa a quella persona che ti fa sentire bene davvero, che ti mette nelle condizioni di pensare che la tua vita è perfetta e non esiste nessuno sulla faccia della terra che ce l’abbia migliore della tua. La persona che ti mette al centro della sua esistenza, che ti abbraccia quando hai freddo e quando hai paura, che è sempre pronta a lasciare tutto e tutti per correre da te, che si fa in quattro per non trascurarti, e se ne sbatte dei compagni di bevute per stare con te, è la persona giusta. Non ha nulla che cambieresti, ti fa sentire come una principessa, e, se ha un minuto libero, corre sotto casa tua, entra in punta di piedi, ti bacia mentre dormi, ti guarda in silenzio nella penombra, guarda il tuo viso appisolato e in te vede la creatura più bella del creato. John è la mia persona giusta. Tra due mesi sarà un anno. Un anno di carezze, di baci, un anno di amore e tenerezza. Non so dire con precisione quanto amore ho dentro. Un litro, un chilo? Non lo so. però so che lo amo. Lo Amo più della mia stessa capacità di amare. Forse non esiste un amare poco e un amare molto, in fondo amare è amare, e amare può voler dire solo una cosa: dare anima e corpo alla tua persona giusta, e io gli do anima, corpo, mente e ogni altra minuscola parte di me. Ho paura di perdere John. Sì, lo ammetto. Più ci penso e più ho paura. Ogni volta che parte per lavoro è una botta in fronte. Quando parte coi genitori idem. in fondo a me è successo, è questa la vera causa della mia paura. Alla vigilia della partenza per il New Jersey stavo con Cris, e credevo sinceramente di amarlo, ma La nuova città e i nuovi amici mi hanno strappato dal cuore quell’affetto che nutrivo per lui, quell’affetto che mi aveva tenuta legata a lui per quasi 2 anni. Devo essere stata proprio una stronza. io ero nel New Jersey, Lui nel Connecticut, e io mi stavo innamorando di John. Vuoi la lontananza, vuoi che John è bellissimo, vuoi che stavo scoprendo tutto un mondo straordinario di cui fino a quel momento ignoravo l’esistenza, le cose andarono così. Ci lasciammo. Non era John, allora non lo volevo. Ho paura che a John possa accadere la stessa cosa, e dopo tutto quello che abbiamo condiviso il mio mondo fatto di precari castelli di carte verrebbe spazzato via, e di me non resterebbe più nulla. Ora stiamo bene, IO sto bene, dopotutto ho deciso che John è la mia persona giusta, e la persona giusta è giusta per sempre. Finalmente oggi abbiamo passato un po’ di tempo insieme, accucciolettati nel piumone azzurro, caldi, teneri, dolci, approfittando della pausa pranzo. Non c’era una sola cosa che andasse storta, era tutto magnificamente perfetto. gli accarezzavo i capelli, il collo, il viso,e le mie dita erano irresistibilmente attratte dalle sue spalle e dalla sua schiena. Non esiste nessuno con il corpo più bello di quello di John, nessuno con la pelle più liscia, con i capelli più morbidi, con la curva del sedere più perfetta. Dio l’ha fatto dannatamente bello. E così mi sono trovata in paradiso, insieme a lui. E il mondo intorno sembrava ben poca cosa al confronto. Quando sono tornata in ufficio pensavo che mi sentivo esattamente come mi ero sentita dopo il nostro primo bacio. Oggi come allora la felicità che mi penetra fin dentro le ossa mi fa tremare. Non riesco a prendere calore, scariche di brividi mi scuotono, e sorrido senza riuscire a fermarmi. Ho le stesse sensazioni di quando mi trovai per la prima volta così vicina a lui, con il suo respiro che per la prima volta accarezzava il mio viso. Ricordo che non riuscivo a crederci, a credere che John, quello dannatamente bello, mi aveva baciata. E non volevo andarmene, non volevo lasciarlo andar via, avevo paura che una volta a casa non sarebbe stato più così mio, e io così sua. Mi aveva baciata. E quando fui nel mio letto ancora sorridevo, ancora ripercorrevo mentalmente le tappe di quella bellissima serata, e il cuore mi batteva in modo strano alla bocca dello stomaco, come se centinaia di farfalle stessero ballando la samba nel mio apparato digerente. Ero del tutto impreparata a una situazione del genere, stava accadendo ciò che per lungo tempo avevo ritenuto impossibile. E oggi mi sento come quella sera. Riesco a vederlo, adesso, mentre si avvicinava al mio viso, allora. Sento ancora il mio cuore sconvolto dalle sue labbra che lo baciavano per la prima volta. John, dannatamente bello, dannatamente perfetto, dannatamente mio. Dopo il giro in paradiso non so se riuscirò più a fare a meno di lui.” C.P. |
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