Si trovava sola in una minuscola chiesa. Si era accoccolata in un angolo vicino alla porta per sentire i rumori della strada e non sentirsi così sola. Aveva freddo. Poteva vedere il fumo uscire dalle sue labbra ad ogni respiro. Scoprì che quando il sole smetteva di filtrare attraverso le vetrate colorate della chiesetta la paura cresceva. Il buio cominciava ad avvolgerla stringendole un nodo alla gola e la lucina rossa del tabernacolo la metteva a disagio. D’un tratto le campane arrugginite della vecchia chiesa cominciarono a suonare sinistre nelle orecchie della piccola fuggiasca concentrata sul libro di storia che aveva poggiato sulle gambe accavallate. Quel suono assordante era comparso senza preavviso e il cuore della già impaurita fuorilegge cominciò a martellarle nel petto frantumandosi contro le costole. Ne riprese piano piano il controllo e le arrivò una chiamata dal suo ragazzo. Aveva tanta voglia di sentire la sua voce, soprattutto dopo il sogno della notte precedente che l’aveva fatta svegliare con le lacrime agli occhi. Rispose. Il cuore cominciò di nuovo a battere velocemente nel suo petto: all altro capo del telefono c’era il suo tesoro, c’era colui che più di tutti sapeva farla sorridere. E così si salutarono ed ella sorrise per la prima volta dopo tanto tempo. Lui la rasserenava anche senza dirle niente. Il cuore si era calmato. Lei se lo immaginava con la barba sexy di due giorni. Ma dovevano studiare entrambi. Lei lo sapeva: doveva lasciarlo studiare e doveva studiare a sua volta. Così dopo averlo salutato con gli occhi da bambi pur sapendo che lui non avrebbe mai potuto vederli in quel momento, la giovane innamorata infreddolita non aveva più tanta paura. Aprì il libro a pagina 10, stavolta più distesa pensando al suo dolce amore che l’aveva fatta sorridere….