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genio al lavoro - lavori in corso
6/15/2008

amor vincit omnia

Ore 01.21

appena rientrata

caldo, caldissimo, caldo da scoppiare

freddo, gelo, pelle d’oca

paura, terrore, sangue che si gela nelle vene

guardarsi intorno, sussultare

porte che cigolano, persiane che scricchiolano, vento che ulula, pioggia che frusta

passarsi distrattamente le dita fra i capelli

incrociare il proprio sguardo nel riflesso della finestra e tremare

buio, fuggire, scappare, con gli occhi chiusi, per non sentire le tenebre premere sulle pupille

paura.. e ancora paura..

come si fa a descrivere la paura?

È qualcosa di così strano e incomprensibile

Impotente, è così che ti senti

vuota di ogni certezza, di ogni pensiero felice.

La paura

 ti fa venire voglia di correre il più velocemente possibile verso una qualsiasi fonte di luce

ma contemporaneamente ti immobilizza le gambe, ti pietrifica le articolazioni

e rimani impalata, così, nel buio, senza voce per gridare, senza occhi per vedere

e il cuore in gola e nella testa, pulsa, fa quasi male

e il respiro ti si affanna e nonostante gli sforzi non riesci a controllarlo

vuoi sentire calore umano, ma nella testa ti passano solo facce di persone senza occhi

(triller di merda!!!!!!!a mezzanotte o si parla di morti, o di indemoniati, o si guardano sti cosi grgr)

poi con uno sforzo sovrumano pensi a qualcosa di bello

ai ricordi più belli che hai

navighi in vecchie streghe, morti che si mescolano coi vivi, porte chiuse a chiave, tende scure alle finestre, urla disumane, occhi vuoti, spiriti, fantasmi, tombe, la paura degli altri che diventa la tua, e infine li trovi

accantonati per un attimo in fondo al cuore, adesso zampillano nei tuoi occhi più vivi di una sorgente di acqua fresca

e nonostante il momentaneo malfunzionamento del tuo corpo, i muscoli del viso ce la mettono tutta e abbozzi un sorriso, all'inizio un po' malconcio, poi sempre più convinto

sorridi

e pensi che per la strada stai sorridendo come una scema senza apparenti motivi

e ridi di più

e voli tra i ricordi soffici come le nuvole, li tocchi, e sorridi ancora

vedi il viso delle persone a cui tieni, abbracci il loro cuore da lontano, baci la loro anima

e la paura?

Prima ti stava facendo impazzire, e ora?

Svanita

Sparita

(cucù XD)

Inconsistente e impalpabile ricordo, sfocato e lontano

Lasci spazio all’amore che, nonostante tutto, vince sempre

ale

Ore 02.00

È tempo di smetterla di farfugliare cose senza senso

E andare a nanna, sennò domani chi si sceta (dobbiamo cantare ai maronti insieme alle vecchiette huahuaahuahau)

Notte notteeeeee sssmakk

**marymary**  

****I miss you, middle class!!*** (sembra tipo quando patrisha se n'era uscita che tu partivi per arruolarti e io ti dovevo convincere a restare XD, ahuahauh divertentissima quando mi ha raccontato del suo primo fidanzato -l'ha avuto nel 1700, secolo più secolo meno XD -)

5/20/2008

come un angelo

Senza parole...

 ...splendido come un angelo 

4/8/2008

qualcuno che ti ami incondizionatamente...

Il padrone di un negozio stava esponendo sulla porta un cartello con la scritta:
"si vendono cuccioli".
Questo genere di annuncio attira sempre i bambini e difatti di li a poco un ragazzino si presentò nel negozio chiedendo:
"quanto costano i cagnolini?"
Il padrone rispose:" tra i 30 e i 50"
Il bambino mise la mano in tasca e ne estrasse alcune monete:
"ho solo 2,37 ... posso vederli?".
L'uomo sorrise e fece un fischio: Dal retrobottega entrò correndo il suo cane seguito da cinque cuccioli. Uno di questi però era rimasto molto indietro agli altri.
Il ragazzino subito indicò il cagnolino rimasto indietro che stava zoppicando " cosa gli è successo?" domandò.
L'uomo gli spiegò che quando era nato il veterinario gli aveva detto che quel cucciolo aveva un'anca difettosa e che sarebbe rimasto zoppo per sempre.
Il bambino si commosse a quelle parole ed esclamò:"questo è il cagnolino che voglio comprare! "
E l'uomo gli rispose: " no, non dovrai comprarlo! Se lo vuoi veramente te lo regalerò! "
Il bambino rimase molto male e guardando l'uomo diritto negli occhi gli disse:
" non voglio che lei me lo regali: vale tanto come gli altri cagnolini e io le pagherò il prezzo intero.
Se è d'accordo le darò subito i miei 2,37 e 50 centesimi ogni mese fino a quando lo avrò pagato completamente."
L'uomo rispose: " non vorrai davvero comprare questo cagnolino, ragazzo. Non sarà mai in grado di correre, di saltare e di giocare come gli altri cagnolini ! "
Allora il bambino si piegò ed estrasse dai pantaloncini la sua gamba sinistra, orribilmente malformata imprigionata in un pesante apparecchio metallico.
Guardò di nuovo l'uomo e gli disse: "Questo non importa, anch'io non posso correre e il cagnolino avrà bisogno di qualcuno che lo capisca."
L'uomo adesso stava mordendosi le labbra e i suoi occhi si riempirono di lacrime...sorrise e disse: "ragazzo, io mi auguro e lo spero davvero che ciascuno di questi cuccioli trovi un padrone come te."

Nella vita non importa chi sei, ma solo che qualcuno ti apprezzi per quello che sei, e ti accetti e ti ami incondizionatamente. Il vero amico è quello che arriva quando tutti gli altri se ne sono andati...

-preso in prestito dal blog di francesco-

3/28/2008

ehi!c è una guerra là fuori!

<< non possiamo chiedergli di morire per noi>> le zanne di basilisco caddero con un gran fragore dalle braccia di Hermione. Corse da Ron, lo abbracciò e lo baciò sulla bocca. Ron gettò via zanne e manico di scopa e rispose con tanto entusiasmo che sollevò Hermione da terra. <<vi pare il momento?>> gemette Harry debolmente. Ma quando non successe nulla, anzi Ron e Hermione  si strinsero più forte e cominciarono a dondolare sul posto, alzò la voce. <<ehi! C’è una guerra là fuori!>>
3/22/2008

come mai prima di allora

<<le possibilità di uscire con delle ragazze saranno abbastanza scarse, ad essere sincero>>. <<è proprio quello che speravo>> sussurrò lei, e lo baciò come non l’aveva mai baciato prima. Harry rispose al bacio, e fu beato oblio, meglio del Whisky Incendiario; era la sola cosa autentica al mondo: Ginny, sentirla lì, tenerle una mano sulla schiena e l’altra affondata nei lunghi capelli profumati… 

                                                                                      H.P.

3/2/2008

...wo i ni....

Wo i ni

non importa la lingua in cui lo dici, non importa come lo scrivi o come lo pronunci… l’ importante è che sia vero; l’importante è che quelle tre paroline, per molti incomprensibili , ma per altri profondamente chiare (i taiwanesi ahuhauhauh), ti facciano tremare il cuore;

è quando hai paura di pronunciarle ad alta voce che sono più vere, una paura che deriva dalle emozioni che quelle tre piccole parole riescono a darti.. dire wo i ni a qualcuno non è facile quando hai il cuore che ti martella contro i polmoni, e ti toglie il fiato, ti toglie il respiro.

E quando invece sei tu ad ascoltarle.. allora è come se stessi per toccare le nuvole di zucchero filato con le mani, come se potessi assaporarne la consistenza, come se diventassi un angelo..

 Cosa c’è di piu magico del pensarle, scriverle ai bordi delle pagine dei libri, sussurrarle, gridarle e sentirle sul serio?

Le tre parole più pronunciate al mondo.  Cantanti e poeti di tutti i tempi hanno tentato di raccontarne la favola senza riuscire ad esaurirne la magia.. tre parole che ti fanno delirare, ti fanno sorridere, ti fanno gridare, ridere, saltare, ballare, ti fanno battere il cuore e ti fanno VIVERE. Ti fanno tuffare il cuore nello stomaco, sono come il bacio di Dio: ti sconvolgono. Il tuo equilibrio è un lontano ricordo sfocato, come se non fosse mai esistito, rimpiazzato da adrenalina, passione, caldo, felicità, amore.

Wo i ni middle class (ups!!)…

Stanno portando il jane qua!!

Ps. Primo intervento da 18enne.. il delirio di una maggiorenne che non riesce a dormire.. KG ahuahuahu

Bacibaci ad Ale, Peppe e Rosy, I MIEI TESSsORI.. poi a Maru, Maddu, Maddy, Giusy e Anna, poi ancora ad Ale, Gianna e francy.. e a tutti quelli che quando dicono wo i ni lo pensano sul serio, come me..

                          La maggiorenne XD

1/16/2008

mi sono innamorata...

Uscendo di casa mi sono fermata vicino a un muretto pieno di trifogli.. mi sono avvicinata, col cuore che batteva forte per chissà quale motivo, e mi sono guardata un po’ intorno..

 Era bella. Luccicava sotto il sole, la rugiada mattutina, e assumeva colori che ricordavano purezza e pace.. volevo toccarla, e mentre avvicinavo piano piano il ditino a quelle goccioline luccicose, mi rendevo conto che non avrebbero mai permesso di essere raccolte.. infatti.. appena il mio dito fu così vicino da toccarle, esse si dileguarono non lasciando piu traccia della loro originaria bellezza.. è lì, sui trifogli, che scintillano più belle che mai, è proprio lì che ti fanno vedere un pezzo di paradiso.. e nel vano tentativo di toccare quel poco di cielo, di assaporare la purezza e la pace che si irradiavano da esse, sentivo il cuore rimbombarmi nel collo per la corsa, ma non era solo quello il motivo del battere furioso del mio cuore.. mi ero innamorata della rugiada che dondolava e luccicava sul trifoglio..

12/21/2007

a chi......

Buon Natale a chi mi conosce e mi vuole bene

A chi non mi conosce ma mi vuole bene lo stesso

A chi conosco e a cui voglio bene

A chi voglio bene pur conoscendolo superficialmente

A chi ho amato

A chi mi ha amato

a chi ho dato una mano quando mi ha chiesto aiuto

a chi mi ha dato una mano quando ero io ad aver bisogno di aiuto

a chi prende e mi abbraccia senza un apparente motivo valido

a chi mi fa ridere con le sue battute stupide

a chi mi  scalda le mani quando ho freddo

a chi mi presta i suoi guanti quando ho freddo

a chi prega per me

a chi mi asseconda nei miei piani diabolici

a chi fa la pazza con me ai microfoni

a chi mi dà le caramelle

a chi rubo gli m&m’s

a chi prendo a morsi per avere un m&m’s

a chi spero di incontrare ogni volta che esco di casa

a chi si confida con me

a chi mi ascolta

a chi non se ne fotte proprio di me

a chi pensa che sono una uallera

a chi penso che sia una uallera doppiamente grande

a chi corre come un pazzo

a chi mi fa compagnia sul pullman

a chi mi prende in giro

a chi prendo in giro

a chi ho detto ti voglio bene almeno una volta

a chi piace la stessa musica che piace a me

ai miei

ai miei fratelli

a mia sorella (tvb fraaaaa)

ai miei pseudo fratelli

a chi penso che abbia una bella voce quando mi telefona

a chi non sopporto quando mi fa le prediche

a chi è abbastanza un porco ma mi fa divertire lo stesso (hauhaua non facciamo nomi eh?:P)

a chi non ha voluto spiegarmi come si toglie la password al bios

a chi parla bene di me

alle prof bostoniane

a chi ha giocato a basket con me

a chi crede in me

a chi canta con me qualsiasi cosa mi salti per la testa

a chi annuncia i miei canti tossendo e sbadigliando

a chi mi farà gli auguri di natale

a chi si è sempre ricordato del mio compleanno

a chi ha cercato di darmi il mondo

a chi avrei regalato il mondo

a chi mi traghetta da un posto all’ altro quando piove per non farmi bagnare

a chi mi mantiene il ghiaccio sulla fronte quando ho la febbre alta

a chi mi dà un bacio sulla fronte quando mi saluta

a chi ha fiducia in me

a chi non ha fiducia in me

a chi si preoccupa quando mi vede piangere

a chi gode nel vedermi piangere

a chi non mi conosce nemmeno

a chi mi sorride

a chi mi fa sorridere

a chi mi dà i pizzicotti sulla pancia

a chi mi chiama a gran voce quando intorno c’è il silenzio

a chi si unisce a me a ridere in un momento in cui non si dovrebbe ridere

a chi mi fa gli squilli

a chi risponde ai miei messaggi

a chi sta sveglio fino a tardi come me

a chi ho mai dato uno schiaffo

a chi mi ha dato uno schiaffo

a chi probabilmente non rivedrò piu ma che mi era simpatico

a chi si chiede se sono salita sul pullman

a chi non puo festeggiare il Natale

a chi trascorrerà il Natale in ospedale

a chi si è privato di qualcosa per darla a qualcun altro

a chi mi insegnerà a guidare

a chi mi presta i fazzoletti quando sto raffreddata

a chi mi ha preso in giro da ubriaco

a chi non vedo da tanto tempo

a chi vedo tutti i giorni

a chi non mi saluta più

a chi mi saluta con una faccia schifata

a chi mi abbraccia quando mi saluta

a chi ho voglia di abbracciare

a chi ha vene dappertutto

a chi ha le mani grandi

a chi fa la spia per me

a chi mi manda messaggi divertenti

a chi mi ha fatto tanto bene con poco

a chi mi ha fatto tanto bene con nulla

a chi ho causato non pochi guai

alle infermiere che mi hanno fatto i prelievi

a chi mi ha minacciato con un calzino per farmi un prelievo

a chi mi ha permesso di fare allenamento con gli stivali

a chi ama i miei disegni

a chi si rincorre per le strade per dirsi ti amo

a chi ha paura di dire ti amo

a chi non sa di amare

a chi farà una bella vacanza sulla neve

a chi la farà col proprio fidanzato

a chi mi apre la portiera prima di salire in macchina

a chi mi ha costretta a mangiare quando non ne volevo proprio sapere

a chi mi porta il cornetto a letto ogni giovedì mattina

a chi mi fa la spremuta di arance a vaniglia

a chi mi mena per il possesso dello scaldino  

a chi mi dice che mi vuole bene e mi vuole bene sul serio

a chi ride quando starnutisco

a chi sto pensando adesso

a chi mi ha ospitato durante una lite coi miei

a chi è corso da me quando sono scappata di casa

a chi mi ha riscaldato tra le sue braccia quando  sono scappata di casa

a chi mi ha convinta a tornare a casa

a chi mi rimprovera quando cammino scalza

a chi mi ospita quando devo studiare

a chi mi permette di saccheggiare la credenza

a chi viene a casa per farsi fare le trecce da me

a chi mi accarezza i capelli quando sto male

a chi sta leggendo questa lista

a chi è arrivato fino a questo punto della lista

a chi si ritrova in quello che ho scritto

a chi lascerà un commento

a chi avrei proprio voglia di abbracciare ADESSO, ORA, RIGHT NOW e non posso

e infine

tanti auguri anche a me..

 

12/2/2007

capacapa che delira

A volte dopo delle cose che sembrano solo piccole strunzate il mondo torna ad essere bello, e sembra di un bello destinato a durare per sempre.. però dopo un po’ ti ricrolla di nuovo tutto addosso.. in un ciclo assurdo che quasi ti devasta.. e mentre una piccola cosa ti fa sorridere a mille denti e senza alcun ritegno, un’altra ti butta a terra e sembra ti riempia la schiena di calci.. beh magari sto solo delirando a quest ora della notte, chi lo sa.. buonanotte a tutti.. mary.. capacapa :*

10/23/2007

valore di un sorriso

Un sorriso non costa nulla e rende molto.

Arricchisce chi lo riceve senza impoverire chi lo dona.

Non dura che un istante,

ma il suo ricordo è taloora eterno.

Nessuno è così ricco da poterne fare a meno.

Nessuno è così povero da non poterlo dare.

Crea felicità in casa;

è sostegno negli affari;

è segno sensibile dell’amicizia pofonda.

Un sorriso dà riposo alla stanchezza;

nello scoraggiamento rinnova il coraggio;

nella tristezza è consolazione;

d’ogni pena è naturale rimedio.

Ma è bene che non si può comprare,

né prestare, né rubare,

poiché esso ha valore solo nell’istante in cui si dona.

E se poi incontrerete talora

Chi non vi dona l’atteso sorriso,

siate generosi e date il vostro;

perché nessuno ha tanto bisogno di sorriso

come chi non sa darlo agli altri.

                                      p.faber

10/15/2007

la partita di baseball di Shay

è un po' lungo. ma bello... Ad una cena di beneficenza per una scuola che cura bambini con problemi di apprendimento, il padre di uno degli studenti fece un discorso che non sarebbe mai più stato dimenticato da nessuno dei presenti. Dopo aver lodato la scuola ed il suo eccellente staff, egli pose una domanda: "Quando non viene raggiunta da interferenze esterne, la natura fa il suo lavoro con perfezione. Purtroppo mio figlio Shay non può imparare le cose nel modo in cui lo fanno gli altri bambini. Non può comprendere profondamente le cose come gli altri. Dov'è il naturale ordine delle cose quando si tratta di mio figlio?" Il pubblico alla domanda si fece silenzioso. Il padre continuò: "Penso che quando viene al mondo un bambino come Shay, handicappato fisicamente e mentalmente, si presenta la grande opportunità di realizzare la natura umana e avviene nel modo in cui le altre persone trattano quel bambino." A quel punto cominciò a narrare una storia: Shay e suo padre passeggiavano nei pressi di un parco dove Shay sapeva che c'erano bambini che giocavano a baseball. Shay chiese: "Pensi che quei ragazzi mi faranno giocare?" Il padre di Shay sapeva che la maggior parte di loro non avrebbe voluto in squadra un giocatore come Shay, ma sapeva anche che se gli fosse stato permesso di giocare, questo avrebbe dato a suo figlio la speranza di poter essere accettato dagli altri a discapito del suo handicap, cosa di cui Shay aveva immensamente bisogno. Il padre di Shay si avvicinò ad uno dei ragazzi sul campo e chiese (non aspettandosi molto) se suo figlio potesse giocare. Il ragazzo si guardò intorno in cerca di consenso e disse: "Stiamo perdendo di sei punti e il gioco è all'ottavo inning. Penso che possa entrare nella squadra: lo faremo entrare nel nono". Shay entrò nella panchina della squadra e con un sorriso enorme, si mise su la maglia del team. Il padre guardò la scena con le lacrime agli occhi e con un senso di calore nel petto. I ragazzi videro la gioia del padre all'idea che il figlio fosse accettato dagli altri. Alla fine dell'ottavo inning, la squadra di Shay prese alcuni punti ma era sempre indietro di tre punti. All'inizio del nono inning Shay indossò il guanto ed entrò in campo. Anche se nessun tiro arrivò nella sua direzione, lui era in estasi solo all'idea di giocare in un campo da baseball e con un enorme sorriso che andava da orecchio ad orecchio salutava suo padre sugli spalti. Alla fine del nono inning la squadra di Shay segnò un nuovo punto: ora, con due out e le basi cariche si poteva anche pensare di vincere e Shay era incaricato di essere il prossimo alla battuta. A questo punto, avrebbero lasciato battere Shay anche se significava perdere la partita? Incredibilmente lo lasciarono battere. Tutti sapevano che era una cosa impossibile per Shay che non sapeva nemmeno tenere in mano la mazza, tantomeno colpire una palla. In ogni caso, come Shay si mise alla battuta, il lanciatore, capendo che la squadra stava rinunciando alla vittoria in cambio di quel magico momento per Shay, si avvicinò di qualche passo e tirò la palla così piano e mirando perché Shay potesse prenderla con la mazza. Il primo tiro arrivò a destinazione e Shay dondolò goffamente mancando la palla. Di nuovo il tiratore si avvicinò di qualche passo per tirare dolcemente la palla a Shay. Come il tiro lo raggiunse Shay dondolò e questa volta colpì la palla che ritornò lentamente verso il tiratore. Ma il gioco non era ancora finito. A quel punto il battitore andò a raccogliere la palla: avrebbe potuto darla all'uomo in prima base e Shay sarebbe stato eliminato e la partita sarebbe finita. Invece... il tiratore lanciò la palla di molto oltre l'uomo in prima base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla. Tutti dagli spalti e tutti i componenti delle due squadre incominciarono a gridare: "Shay corri in prima base! Corri in prima base!" Mai Shay in tutta la sua vita aveva corso così lontano, ma lo fece e così raggiunse la prima base. Raggiunse la prima base con occhi spalancati dall'emozione. A quel punto tutti urlarono:" Corri fino alla seconda base!" Prendendo fiato Shay corse fino alla seconda trafelato. Nel momento in cui Shay arrivò alla seconda base la squadra avversaria aveva ormai recuperato la palla.. Il ragazzo più piccolo di età che aveva ripreso la palla quindi sapeva di poter vincere e diventare l'eroe della partita, avrebbe potuto tirare la palla all'uomo in seconda base ma fece come il tiratore prima di lui, la lanciò intenzionalmente molto oltre l'uomo in terza base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla. Tutti urlavano: "Bravo Shay, vai così! Ora corri!" Shay raggiunse la terza base perché un ragazzo del team avversario lo raggiunse e lo aiutò girandolo nella direzione giusta. Nel momento in cui Shay raggiunse la terza base tutti urlavano di gioia. A quel punto tutti gridarono:" Corri in prima, torna in base!!!!". E così fece: da solo tornò in prima base, dove tutti lo sollevarono in aria e ne fecero l'eroe della partita. "Quel giorno" disse il padre piangendo "i ragazzi di entrambe le squadre hanno aiutato a portare in questo mondo un grande dono di vero amore ed umanità". Shay non è vissuto fino all'estate successiva. E' morto l'inverno dopo ma non si è mai più dimenticato di essere l'eroe della partita e di aver reso orgoglioso e felice suo padre.... non dimenticò mai l'abbraccio di sua madre quando tornato a casa le raccontò di aver giocato e vinto. ED ORA UNA PICCOLA NOTA AL FONDO DI QUESTA STORIA: in internet ci scambiamo un sacco di giochi e mail scherzose senza che queste ci facciano riflettere, ma quando si tratta di diffondere mail sulle scelte della vita noi esitiamo. Il crudo, il volgare e l'osceno passano liberamente nel cyber-spazio, ma le discussioni pubbliche sulla decenza sono troppo spesso soppresse nelle nostre scuole e nei luoghi di lavoro. Tutti noi abbiamo migliaia di opportunità, ogni giorno, di aiutare il "naturale corso delle cose" a realizzarsi. Ogni interazione tra persone, anche la più inaspettata, ci offre una opportunità: passiamo una calda scintilla di amore e umanità o rinunciamo a questa opportunità e lasciamo il mondo un po' più freddo? Possa questo giorno essere un giorno luminoso.
10/1/2007

ore22.22 01/10/07

“Poni attenzione a ciò che ti importa veramente.

Quando non riconosci onestamente ciò che vuoi nella vita,

ferisci chi ti sta accanto, oltre a ferire te stesso.

Cosa trovi elettrizzante nel fatto di essere vivo?

Come vuoi impiegare il tempo limitato che ti è concesso?

Cosa lasceresti in eredità ai posteri?

Non limitarti a pensare al futuro, per che la chiave per capire il domani è l’oggi.

Non importa se hai risposte brillanti alle domande cruciali della vita:

ciò che conta, alla fine, è scrollarti di dosso e le paure e i dubbi

che ti impediscono di entrare in azione.

Sii il miglior sostenitore di te stesso,

fai qualcosa che non avresti mai pensato di poter fare:

cogli l’attimo.

Vai per la tua strada, ovunque essa ti conduca,

un passo alla volta.

La vita non è una gara o una competizione,

ma neppure una monotona autostrada senza uscita

che si deve percorrere per l’eternità.

Non sprecare il presente a preoccuparti del futuro,

e, mentre cammini, ricorda sempre

che ogni giorno è un dono prezioso:

se riesci a godertelo per quello che è e coglierne il meglio,

che tu ci creda o no,

ti aspetta un altro straordinario regalo:

DOMANI.”

9/16/2007

credere di possedere il mondo con una moto

Credere di possedere il mondo, quando il vento ti toglie il fiato, quando puoi respirare la velocità, e ti sembra quasi di poterla ingoiare… quando ti stringi forte forte a chi ti sta davanti.. quando  tieni gli occhi aperti e assapori il mondo che ti scorre davanti a velocità supersonica.. quando senti il casco andare all’indietro sopra la tua testa spinto dal vento, quando senti vibrare la moto sotto i piedi e sotto il sedere.. quando i tuoi capelli volano in tutte le direzioni e all’improvviso chiudi gli occhi.. affondi le dita nella maglia di chi ti sta davanti e senti il vento che ti sferza il viso.. quando ti sembra di poter respirare un pezzo di Dio.. e cominci a gridare, prima piano, poi sempre più forte.. e quando trovi una strada bella dritta e acceleri più che puoi, senti le farfalle nello stomaco, un sorriso incontrollabile che si fa strada sulle tue labbra.. un sorriso da abbagliare il mondo.. poi capita che in discesa, nella corsa furiosa, i vostri sederi si spostino più in avanti, e all’improvviso chi guida si ferma e ti fa : “fatti più indietro che mi stai schiattando le palle”.. e allora ripartite e continuate a correre senza meta e senza tempo.. con il mondo che fugge al vostro passaggio.. gli alberi si fanno sempre più piccoli dietro di voi.. sfidi il mondo, sfidi la strada.. e poi quando scendi, togli il casco ancora tutta eccitata, e senti l’adrenalina nelle tue mani, senti il sudore ghiacciato sopra di esse, e pensi che vuoi rifarlo, subito! Negli occhi il fuoco, sulle labbra un sorriso pazzo, nelle mani sete di potere.. è come una droga, non puoi più farne a meno.. sembra che ti chiami.. e già senti il rombo del motore nelle orecchie e puoi sentire il profumo del mondo nelle narici, lo desideri, tutto per te.. 

9/10/2007

dall'aereo

Mary si trovava sull’aereo di ritorno verso la Francia, non sapeva che ora fosse, i cell dovevano starsene buoni buoni spenti nelle borse, poi tanto il suo era morto da due settimane, in ogni caso le sembrava di viaggiare da una vita.. aveva voglia di piangere per la prima volta da una decina di giorni.. non credeva che avrebbe potuto affezionarsi così tanto a tutto.. perfino alla mensa che propinava cose immangiabili (ricordava una pasta tutta moscia e annacquata).. alla Hall con il piano (dove avevano applaudito Nikko un sacco di volte, e ascoltato Mitchell che rapito dalla musica di Nikko, quasi in estasi cantava a squarciagola e senza ritegno), il salottino, la sedia lunga sotto la finestra dove si era addormentata sulle gambe di Ale, il tavolo dove avevano mangiato la pasta preparata da Pisci e Mari; all’ascensore moscissimo che aveva finalmente imparato a prendere da sola senza paura .. ai treni-freezer.. a Andrew la guida pazza.. a Mitchell che le diceva che aveva una bella voce ma le rompeva le scatole in continuazione perché non sapeva cucinare, ai francesi, ai taiwanesi e soprattutto ai suoi compagni di viaggio..

Chiuse gli occhi per un istante, pensò a tutte le scemenze che aveva fatto in quelle due bellissime settimane.. le venne in mente quando Ale le tirava addosso le mutande di Pisci che aveva appena tirato fuori dalla lavatrice e che profumavano di pioggia d’estate (boh) anche se obbiettivamente erano un po’ ingiallite (hahuahahah); pensò a quando erano andati sulla bici a 6, e avevano gridato come dei pazzi, nonostante Mary avesse un po’ di febbre e un mal di gola da vomitare le tonsille.. pensò a quando faceva la scema sulle scale mobili dietro a Ale; o quando passavano per quelle porte che giravano e immancabilmente restava bloccata; a  quando si era docciata nel bagno dei maschi perché quello delle femmine faceva un po’ cagare (scusate).. le venne in mente quando Mari le aveva prestato una maglia bellissima per la festa da abbinare alla gonna coi fiori, Mary si era seduta  sul bancone della hall, mentre Peppe e Nikko intonavano l’inno d’Italia ruttato, Albert la guardava da lontano, Ale all’improvviso l’aveva tirata giù dal bancone e le aveva messo il ventilatore enorme quadrato sotto la gonna che si apriva in morbidi svolazzi; le venne in mente quando si era addormentata accanto ad Ale che stava a torso nudo e sapeva di mare (di che sa il mare?), con il solito CD nelle orecchie; le venne in mente quando ballava con Andrew per le stradine di little Italy, o quando si erano abbracciati nella Hall, o quando lui faceva il cretino con la gomma da masticare (hahah che schifo auhuahua), o quando leggeva i numeri del Bingo e alla fine lanciava le cose per aria, o quando mary si era unita all’abbraccio di gruppo.. pensò a quando alla festa Mary gli metteva i tappi in testa e scappava.. pensò a quei tipi degli abbracci gratis (free hugs) vestiti mezzi dark che le sorridevano con le braccia aperte e che lei aveva abbracciato durante un bisogno di affetto.. le venne in mente quando Mitchell cantava “help me, help me, help me said”.. poi quando mangiavano l’aragosta e Mary si succhiava le zampette con la vecchia che non capiva un cazzo di quello che le diceva Mitch, il quale intanto assicurava Mary, quasi leccandosi i baffi, che le zampette erano la parte migliore.. le venne in mente quando avevano preso quelle bibite strane colorate e Peppe si era fatto la lingua e i denti tutti blu, come quando aveva chupachupato il chupachups celeste; pensò a quando aveva lanciato le chiavi ad Ale nel corridoio e lui la mattina la veniva a svegliare, o col solletico o con modi più brutali (hihih).. pensò alla palestra, quando avevano giocato a pallavolo nel campo di squash, quando aveva applaudito con Mari i tuffi a capriola di Ale, quando Pisci e Mitch le stavano insegnando a centrare il canestro di basket ed erano arrivati Pierre e Thomas che avevano cominciato a giocare con lei, finquando non era dovuta scappare con Ale e Mari al Supermarket ( :p ).. pensava a quel povero Thomas che una volta le aveva ceduto il posto in treno, ed era rimasto appoggiato a una di quelle porte che dividono i vari vagoni, o quando facevano i cretini con le gambe e Ashlee li prendeva in giro.. pensava a quando Pierre le aveva coperto gli occhi e lei dopo avergli toccato le mani nella speranza di indovinare aveva detto “chi è?” e lui aveva capito “Pierre?” ed era rimasto senza parole (muhua).. pensò al francese che dava le panzate in acqua (rise ahuhauaha).. pensò a Mike (the trappan) che le aveva insegnato il kriket  e aveva cercato senza risultati di insegnarle il baseball.. pensò a Thomas che le lanciava le palline mosce addosso e poi si nascondeva, o quando le faceva il solletico.. con soddisfazione ricordò quando aveva battuto Thom e Ale a bowling e quando la incitavano (hauhahaha)… cavolo.. tutto questo era finito.. se ne rendeva conto forse per la primissima volta.. le sarebbero mancate anche le chiacchierate oscene a pranzo (Ale che innervosito dai Taiwanesi che si sospettava volessero incu*arlo gridava “lo voglio lungo, duro e pieno di vene” ahahahahaha; oppure Nikko che faceva “ingroppati una capra” con una voce tipo “vengo da madre russia”; i rutti in pubblico hahaha; i ricordi nell’aeroporto haihaiahiahuahuhah; le fantasie sui negroni hauauh).. le sarebbe mancato perfino sporcarsi di cioccolata quando Ale le infilava in bocca un pezzo di cialda grosso come una casa.. smise di pensare.. le arrivò la voce di un hostess che parlava come Thomas.. gli occhi le si riempirono di lacrime di nuovo.. porca fava! basta! Vaffanculo! Eppure bastava pochissimo per tornare a sorridere.. pensava a una qualsiasi scemenza di quelle due settimane e le esplodeva di nuovo un sorrisone a mille denti.. pensava a quando Ale e Peppe si erano arrampicati sull’albero del campus come bradipi-scimmia.. pensava a quando si era tenuta sul  braccio di Peppe durante il viaggio d’andata perché aveva paura.. pensava a quando si era fatta spiegare da Thom perché indossavano tutti le mascherine come i medici.. ad Ale che insegnava AICIKICIAICIKICIAIPOPOF e il gioco del gatto e del topo e si stavano pisciando tutti sotto dalle risate.. pensava a quando si era scervellata con Mari per fare il puzzle enorme.. pensava a Nikko che imitava Ale che imitava la vecchia (teenager hahhauhuaah) che dormiva con la bocca aperta haha..  pensava all’oceano freddissimo, alle statue di sabbia di Jack Sparrow & CO..  pensava  a quando Peppe la portava sulla spalle nel museo, o quando faceva i cerchietti col fumo della sigaretta.. pensava a quando faceva l’onda con Ale che terminava con un brutto gesto.. pensava a Carrie, com’era carina con quei capelli biondi e gli occhi azzurri, e poi il suo modo di parlare; poi pensava a Cathy, carina (peli dappertutto brrr); alle scenette con Ale e Gabry (amico ignoto di Foglia), ad Ale che si toglieva le scarpe e Gabry che fuggiva spaventato hahah; a quando Cathy li aveva praticam costretti a fare yoga, ma Mary rideva perché in quel silenzio tombale Gabry aveva qualcosa nel naso e soffiava come un fischietto hhihi, o quando avevano dovuto costruire un building di carta.. pensava a quando facevano l’autoscontro con le sedioline con le rotelle.. a quando erano andati al concerto di quello che faceva tutto con la bocca.. pensava a Nikko e Ale che si erano bagnati alla fontana.. pensava allo shopping insieme a Mari; alle ciglia finte e alla brutta fine cha avevano fatto XD.. pensava a quando aveva vinto a Bingo (che culo!); a Andrew che azzeccava gli adesivi sulla schiena di Nikko e faceva lo scemo col cappello, a quando Nikko aveva fatto la lavatrice al cell.. pensava a quando avevano fatto finta che Mary era la mamma di Ale e lui doveva presentargli la nuova girlfriend (grgr XD).. a quando lei credeva che avrebbe potuto essere presidente della Francia, e poi era stata parte della commissione di Harvard.. a quando pagavano le multe per i ritardi e una volta erano partiti tutti senza il loro gruppetto.. a quando Mitch aveva dato a 5 ragzazzini con gli occhi a forma di dollaro un milione di dollari..falso..XD!  a quando erano andati a mangiarsi una steak alla steakhouse, guardati dai mucconi imbalsamati che ornavano la macabra parete.. pensava alla fontanella dove c’erano due fidanzati che si abbracciavano nell’acqua, e i bambini che davano leggiadre panzate quasi a terra.. ai romani volgari che dicevano: Aò nun me fate rode er culo appena so entrata che già me stanno a girà..; al trappano con la cintura di mucca.. a quando aveva tentato di arrampicarsi su un muro aiutata da Ale.. a quando erano scappati dal poliziotto.. a quando si era fatta una foto sulla moto della polizia.. a quando Ale aveva fatto spiaccicare un biscotto al cioccolato contro il muro perché ci aveva giocato a baseball.. all’invasione delle formiche.. a quando Mari aveva dovuto mettere le mani in testa alla vecchia che non si lavava i capelli da una vita, e non aveva trovato scuse per non farlo.. era stato tutto bellissimo.. il pensiero di perdere tutta quella libertà e i contatti un po’ con tutti le fece risalire le lacrime.. decise di smettere di pensare.. ma le immagini di quel bellissimo viaggio le scorrevano sempre davanti a quegli occhi lucidi e gonfi.. Mary si vedeva nel riflesso dello schermino  e vedeva quanto era impresentabile.. per smettere di guardarsi accese la tv, mise le cuffiette (per farlo ci mise un quarto d’ora) e scelse spiderman3, ma invece di guardare il film, Mary continuava a scrivere, con quell’angoscia dentro.. pensava.. 7 ore di viaggio e non  avrebbe fatto altro che pensare.. non sapeva se aveva voglia di tornare a casa, non sapeva se aveva voglia di tornare alla solita monotonia cretina di capacapalandia.. Aveva paura di dimenticare tutto, i sorrisi che riceveva e ricambiava ogni giorno, aveva paura che i suoi nuovi amici diventassero conoscenti alla cazzo-di-cane.. pensava che ormai non importava più nulla perché tanto era tutto finito, non avrebbe più preso sonno addosso a qualcuno, non avrebbe più dovuto ricordarsi di tenere le chiavi al sicuro.. non avrebbe più tenuto il collarino a QUALCUNO che rincorreva scoiattoli per scuoiarli e appenderli in camera (hahuhaauhaihai), forse era veramente finito tutto.. e Mary si sentiva una cretina per non aver abbattuto il muro fin dall’inizio..

(sicura che nessuno arriverà alla fine di quello che ho scritto, voglio mandare un bacio a tutti quelli che hanno contribuito a rendere questa vacanza speciale, a tutti quelli per cui ho versato almeno una lacrima, a Pisci –il mio papino- , a Marieli -la mia sorellina- ad Ale, Nikko e Peppe –i miei fratelloni- e a quelli che mi hanno aspettata qui e che, nonostante io sia cambiata, continuano a volermi bene come prima, soprattutto Giorgio, Maddy, Rosy, Ale, Gianna, il coro, Francy e tutti gli altri insomma.. e alla fine voglio dare un bacio anche a me stessa, perché mi sono divertita e perché voglio bene a tutti.. SMU@@@@@@@@K!!!!) 

ritorno :(

13 agosto 2007  Ritorno

Ore 11.30 i francesi qui avanti giocano a pallone mezzi spogliati, la vecchia si è persa chissà dove, gli altri sono sopra e finiscono di preparare tutto. Ale e Peppe si arrampicano sull’albero. Io sto qui, su una panchina, sotto il sole.. Non voglio partire.. mi si stringe lo stomaco in una maniera orribile se penso che tra un ora e mezza sarà tutto finito.. è strano come si cambia.. basta veramente pochissimo.. è strano come un posto che non avevo mai visto neanche in foto  sia diventato casa mia in cos